Ipertrofia dei turbinati Daria Caminiti otorinolaringoiatra

Ipertrofia dei turbinati, laser chirurgia o settoplastica: l’importanza di indicare il trattamento corretto

Vi racconto la breve storia di un paziente per farvi capire quanto è importante eseguire un corretto percorso diagnostico per evitare interventi chirurgici non risolutivi. Nei vari video presenti su YouTube (canale Daria Caminiti) e nei numerosi articoli pubblicati su questo sito e sulla testata giornalistica online Pickline ho sempre sottolineato quanto ormai sia facile trattare l’ipertrofia dei turbinati senza incorrere ad interventi chirurgici in anestesia generale e senza inserire tamponi nasali.

Le cause della ipertrofia dei turbinati possono essere allergologiche, o da inalazioni di sostanze chimiche, o da abuso di spray nasali per decongestionare e quindi aprire le fosse nasali per respirare con il naso.

Ma spesso l’attenzione dell’otorinolaringoiatra si ferma alle deviazioni nasali, alla presenze di speroni ossei della parete settale, condizioni che nella maggior parte dei casi non richiedono intervento chirurgico di settoplastica, e invece non viene considerata l’ipertrofia dei turbinati che è la causa più frequente di ostruzione nasale. Spesso dunque in un paziente che presenta una lieve deviazione del setto nasale, o che presenta speroni ossei che non occludono la fossa nasale, in presenza di ipertrofia dei turbinati si indica l’intervento chirurgico di settoplastica in anestesia generale, con ricovero e inserimento di tamponi nasali. Ma dopo pochi mesi questi pazienti ritorneranno dall’otorinolaringoiatra affermando di continuare a non respirare bene nonostante l’intervento chirurgico di raddrizzamento del setto nasale o settoplastica. Questa situazione avviene perché il turbinato è un corpo cavernoso che può aumentare di volume in determinate circostanze e per svariate cause, spesso allergologiche, per cui lo spazio che si riesce ad ottenere raddrizzando il setto nasale viene immediatamente occupato dal turbinato che si ipertrofizza, determinando quindi ancora una volta difficoltà respiratoria nasale nel paziente.

Per non incorrere in queste circostanze e quindi per non indicare al paziente un intervento chirurgico non corretto bisogna eseguire sempre la rinomanometria anteriore.

La rinomanometria anteriore è un esame non invasivo, facile da eseguire e veloce. Il paziente respirerà dentro una maschera inizialmente in condizioni di base e una seconda volta dopo aver somministrato allo stesso uno spray nasale vasocostrittore che decongestiona i turbinati. I due esami prima e dopo verranno messi a confronto leggendo i valori delle resistenze nasali, in particolare se si modificano dopo aver somministrato lo spray nasale. Non si può prescindere da eseguire questo esame per fornire la corretta indicazione chirurgica al paziente, ossia se deve sottoporsi ad intervento di settoplastica o se può invece bastare, per risolvere il suo problema di difficoltà respiratoria nasale, il banale trattamento di decongestione dei turbinati utilizzando i laser di ultima generazione.

Ciò che vi ho descritto è il caso di un paziente pervenuto alla mia osservazione qualche anno addietro e a cui avevo dato indicazioni di decongestione dei turbinati con il laser a diodi per risolvere la sua ostruzione nasale. Il paziente per motivi lavorativi è partito ma si è sottoposto, dopo un altro consulto otorinolaringoiatrico, ad intervento di settoplastica ossia di raddrizzamento del setto nasale.

Quando si è presentato nuovamente alla mia osservazione riferiva di non respirare completamente. Qualche anno addietro dopo aver eseguito tutti gli esami rinomanometria, endoscopia delle alte vie respiratorie con endoscopio di ultimissima generazione, sottilissimo di soli 2,7 mm di diametro, prove allergologiche complete, avevo proposto al paziente trattamento di decongestione dei turbinati in anestesia locale, ma lui ha preferito sottoporsi ad intervento chirurgico di settoplastica pensando forse fosse risolutivo. Ovviamente ha sbagliato perché come si vede dalle immagini presenta una notevolissima ipertrofia dei turbinati soprattutto a sinistra dove il turbinato è talmente ipertrofico che ostruisce completamente la fossa nasale.

Ipertrofia dei turbinati Daria Caminiti

Adesso, dopo aver eseguito le prove allergologiche complete, il paziente verrà sottoposto a trattamento laser (non può neanche essere considerato intervento) per sgonfiare, decongestionare i turbinati e ritornare a respirare. Come per tutte le patologie è ovvio che bisogna curare la causa, per cui qualora le prove allergologiche risulteranno positive dovremo curare l’allergia per non incorrere alla recidiva del problema.

Oggi una validissima alternativa agli interventi tradizionali è dunque rappresentata appunto dalla laser chirurgia, tecnica moderna, semplice, rapida e indolore.

La decongestione dei turbinati con il laser è un trattamento che si esegue velocemente circa 5 minuti per lato, senza sanguinamento poiché non si taglia e non si asporta nessuna parte del turbinato, senza necessità di inserire tamponi, in regime ambulatoriale e in anestesia locale. Il paziente viene dimesso dopo circa una ora e può ritornare da subito ad eseguire le proprie attività lavorative e ludiche. Anche in questo caso bisogna valutare il paziente a 360 gradi senza minimizzare alcun sintomo, analizzare la storia clinica con obiettività ed eseguire il corretto percorso diagnostico per non incorrere ad indicare interventi chirurgici che possono rivelarsi non risolutivi.

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