Sei un russatore frequente e molto rumoroso? Il tuo partner spesso va a dormire in un’altra stanza?

Sei già stanco quando ti svegli? Ti capita di addormentarti davanti alla tv o mentre stai leggendo un libro?

Hai difficoltà di concentrazione durante la giornata? Alla guida ti è mai capitato di perdere il controllo dell’auto?

La sindrome delle apnee notturne, la cui definizione medica è Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno, nota anche con l’acronimo OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), è una patologia cronica molto diffusa che comporta ripetute interruzioni dell’attività respiratoria durante il sonno. Sebbene queste pause durino generalmente pochi secondi, si possono presentare circa 30 volte in un’ora e anche centinaia di volte in una notte, impedendo di riposare adeguatamente.

Non ci sono delle vere e proprie “cause”, ma piuttosto dei fattori che possono contribuire al restringimento delle vie aeree superiori, causando apnee notturne. I maggior fattori predisponenti sono il sovrappeso e l’obesità: studi scientifici, di valenza internazionale, rilevano lo stretto rapporto tra aumento del peso corporeo e gravità dei sintomi. Altro fattore di rischio è la riduzione del calibro delle vie respiratorie superiori le cui cause sono frequentemente l’ipertrofia dei turbinati, la deviazione del setto nasale, l’ipertrofia tonsillare ed adenoidea, la maggiore lassità dei tessuti molli del velo palatino, l’ipertrofia dell’ugola, l’ipertrofia del tessuto linfatico della tonsilla linguale e tutte le anomalie cranio-cervico-mandibolari. Altri fattori di rischio, meno frequenti sono: un collo corto, ipotiroidismo e acromegalia, fumo, utilizzo di sedativi e consumo elevato di alcool.

Moltissimi pazienti affetti da disturbi del sonno non sono a conoscenza di soffrirne, sono i loro famigliari a prendere coscienza del problema e a convincerli di recarsi dal medico. Il primo passo è istruire il paziente a riconoscere i sintomi:

– russamento abituale
– pause respiratorie durante il sonno
– risvegli con sensazione di soffocamento
– necessità di urinare frequentemente
– eccessiva sudorazione
– sonnolenza e sensazione di stanchezza
– cefalea mattutina
– riduzione della concentrazione e dell’attenzione

Smettere ripetutamente di respirare nel corso della notte ha degli effetti sul corretto funzionamento dell’organismo. Nel breve periodo determina sonnolenza, cefalea e riduzione dell’attenzione, ma a lungo andare causa importanti danni alla salute, sia per le conseguenze cardiovascolari (aritmie, infarto del miocardio, ipertensione arteriosa) che per quelle neurologiche (ictus cerebrali, ma anche patologie degenerative come la malattia di Alzheimer). Ultimi studi hanno rilevato che sono responsabili di patologie metaboliche tra cui l’obesità e il diabete mellito di II tipo per il meccanismo dell’insulino-resistenza. Altro aspetto da non trascurare nei pazienti affetti da disturbi respiratori del sonno, sono la scarsa concentrazione e la stanchezza diurna, che determinano un aumento della probabilità di incidenti stradali e lavorativi.

Équipe

Gruppo Siciliano Medicina del Sonno

Dr.ssa Daria Caminiti

Dr.ssa Daria Caminiti

Otorinolaringoiatra e Allergologa
Dr. Alfio Pennisi

Dr. Alfio Pennisi

Pneumologo
Dr.ssa Maria Teresa D’Agostino

Dr.ssa Maria Teresa D’Agostino

Biologa nutrizionista clinica
Dr.ssa Cristina Vitale

Dr.ssa Cristina Vitale

Ortognatodontista

Il Protocollo OSAS

L’equipe del Gruppo Siciliano Medicina del Sonno, adotta un innovativo protocollo per la diagnosi e la terapia dei disturbi del sonno. Il protocollo prevede la stretta collaborazione dello specialista in otorinolaringoiatria, dello pneumologo, della biologa-nutrizionista clinica e dello ortodontista-gnatologo. Gli step del Protocollo OSAS sono i seguenti:

Il protocollo prevede una prima visita otorinolaringoiatrica per rilevare patologie che riducono il calibro delle alte vie respiratorie, quindi a livello nasale, orofaringeo, ipofaringeo e laringeo. L’endoscopia delle alte vie respiratorie e i test specifici, come la manovra di Muller, servono ad evidenziare la sede di eventuali restringimenti delle vie respiratorie e successivamente trattarle con innovativi protocolli farmacologici o se necessita chirurgicamente mediante la Bio-Surgery o Chirurgia Mini-Invasiva (Laser o Radiofrequenza Quantica Molecolare).

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